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LIBERAMENTE PIC
Da francesca • martedì, 2 Dicembre 2014

UNA VACANZA AL MARE

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“Dove sono i miei costumi da bagno verde acido con i teschi?!?” Urlò dalla camera Lucilla.
“Non siamo nemmeno partiti-, pensò Violino,- e mia mamma è già scatenata…e come se non bastasse, la valigia non si chiude…”
Pino intanto cercava il suo igienizzante e si accorse che era finito. Pensò di salire sul “Ciao” per raggiungere la farmacia più vicina, ma sentì “POT-POT-POOOT” e il motore tacque per sempre.
Pensò di chiamare sua madre perché venisse col “Chopper”.
“Pronto, mammina cara, ho un problemino col motorino…”
La conversazione venne bruscamente interrotta da nonna Tuba che gli urlò: ”E io che ho appena rotto la dentiera? Ho provato ad attaccarla con l’Attack, ma non c’è verso di rimediare all’errore perché l’ho incollata al contrario!”
Pino cercò di rabbonirla, ma la donna era molto stressata.
“Adesso verrò da voi per partire.”
Tuba partì con in testa il suo casco vichingo e inforcò i primi occhiali che trovò: occhiali in 3D, quasi quattro, ma al primo incrocio sfasciò il motoveicolo contro un cassone della spazzatura e fu costretta a riemergere dopo mezz’ora dal contenitore dell’umido: su un corno era infilzata una buccia di banana e sull’altro una lisca di pesce.
Intanto Trombone si era infilato nella valigia, sopra i vestiti bagnati che Lucilla aveva lavato per l’occasione, ma un improvviso mal di pancia lo colpì e non poté trattenersi: un’enorme macchia marroncina e liquida stava allargandosi sui vestiti appena lavati.
Lucilla a quel punto esplose. Si sentì un ruggito che fece tremare i vetri della casa. Il professore cercò di calmarla e si nascose sotto il divano pregando, Violino si chiuse in camera a chiave, guardando dal buco della serratura che cosa succedeva là fuori. A quel punto suonò il campanello. Viola andò ad aprire e vide la nonna in costume, in mano due valigie e il casco vichingo in testa.
“Ho il Chopper dal carrozziere. L’ho disfatto contro un bidone delle immondizie.”
Pino a quel punto stramazzò al suolo. Violino prese in mano la situazione e chiamò una concessionaria per affittare un’auto.
“Scusi, avremmo bisogno di noleggiare un’ auto, qualcosa di economico, per cinque persone. Ci serve tra un’oretta…”
Dopo un’ora arrivò una donna con la cresta rossa, di nome Angela, a bordo di una Smart blu che trascinava un box per cavalli.
La donna si alzò dal sedile e questo cigolò fastidiosamente.
Non fu necessario che aprisse la porta perché arrivò direttamente con quest’ultima in mano; sulla portiera erano disegnate delle rosse fiamme.
“Ecco a voi le chiavi della macchina!”, disse Angela sputando una chewin-gum a terra. Pino non rispose. Era disgustato!
Si sentì un grande tonfo e Trombetta quasi svenne quando vide le valigie rotolare giù per e scale!
Lucilla urlò: ”Ma è arrivata questa maledetta macchina si o no?!” “Sì, sì, calmati!”, rispose quasi terrorizzato lui. Presero le valigie e andarono a caricarle in macchina. Sul cofano notarono subito un terrificante teschio! Fecero finta di niente e aprirono il cofano, infilarono le valigie. Ma sorse un altro problema: il cofano non si chiudeva! Trombetta e Lucilla ci saltarono sopra con insistenza, ma niente! Così si rassegnarono all’idea di dover viaggiare con il cofano aperto… avanzò una valigia, non c’era spazio, così decisero di metterla sui sedili posteriori dell’auto. Trombetta cercò di aprire la portiera, ma la serratura era arrugginita e quindi la chiave faceva fatica ad entrare!
“Non si apre, non vedi?! La terrò io… ma che macchina ci hanno dato?!” sbraitò con voce stridula Lucilla. Montarono tutti in macchina pronti a partire. Pino mise in moto, ma presto si accorsero che la macchina, dove passava, lasciava delle strane macchie e non ci misero molto a capire che aveva un altro problema: sprizzava olio dal motore!
“ Ma papà…qua dentro c’è un caldo tremendo!” disse Violino. In effetti, c’erano più di 40 gradi e Trombetta e Lucilla grondavano sudore! Il figlio accese il condizionatore che c’era sul tetto, ma questo si spense con un borbottio improvviso. Il viaggio proseguì senza altri intoppi, finché un ciclista tagliò la strada a Pino che suonò il clacson più forte che poté, ma questo non fece altro che un semplice “drin drin” e quasi lo presero sotto!
Dopo sette lunghe ore di viaggio, Trombetta fece una sosta ad un autogrill.
“Ragazzi, scusate, ma io devo andare in bagno urgentemente!!!” , disse Pino. Scesero tutti con gran fatica dall’auto e si recarono verso l’entrata . Il Prof aprì il cofano e tirò fuori una lunga corda.
“A cosa serve quella papà?” chiese incuriosito Violino.
“Serve per non perdersi figliolo…” rispose con cautela Trombetta. Così dicendo, iniziò a legare tutti per le caviglie, uno per uno. In quel momento si sentì una brusca frenata. Era nonna Tuba che era arrivata con un monopattino a tutta velocità!
“Mamma!!! Rallenta!!” urlò spaventato Pino.
“Ho sempre detto che tua mamma è una pazza!” replicò Lucilla a bassa voce. Così la nonna si aggiunse legandosi alla corda anche lei, ma rimase bloccata con la schiena e dovettero tutti aiutarla a raddrizzarsi! Così, tutti legati fra loro, al bar si sedettero su degli sgabelli alti, e quasi caddero. Dopo mezz’ora di attesa, il cameriere si avvicinò a loro per prendere le ordinazioni, ma Lucilla si girò di scatto e gli diede involontariamente uno schiaffo in piena faccia!
“Oh, mi perdoni!” , disse Lucilla facendogli gli occhi dolci.
“Non si preoccupi…” , disse l’uomo con aria molto tranquilla. Ci fu un momento si silenzio, e lui era ancora li che aspettava le ordinazioni.
“Ehm ehm…volete ordinare?” , sbraitò ormai stufo.
“Oh, certo, mi perdoni…” , rispose tranquillamente Pino.
Si consultò un altro po’ con i familiari e poi aggiunse: “Gentilissimo, cordiale, amabile, cavalleresco, cortese, educato, galante, garbato, semplice, soave e per finire…lei è così…SPONTANEO!!”
“Grazie mille Signore, ma vuole ordinare sì o no?!” , replicò il cameriere.
Pino annuì , fece un’altra piccola riunione con tutti e poi disse:” Allora, noi prendiamo un caffé macchiato possibilmente CALDO e un cappuccino con la cannuccia a forma di cuore per favore!”
Il barista si annotò tutto sulla mano e corse dietro il bancone. Dopo un po’ uscì con una grandissima cannuccia in una piccola tazza e un caffé in una tazzina con disegnata Peppa Pig; tutto era appoggiato su un vassoio che teneva in mano ancora per un pelo.
“La ringrazio” disse Pino. Il cameriere se ne andò prima che potessero ordinare altro! Non passò un minuto che Lucilla si rovesciò il caffé addosso e fece un disastro!
“Ma questo caffé è bollente! E la tazzina è rotta!”, urlò infastidita Lucilla.
Finita questa brutta esperienza si rimisero in viaggio. Arrivarono al camping a Sabbiadoro. C’era un gran chiasso! Arrivati sulla spiaggia, Pino tirò fuori il materiale per montare la tenda.
“Ma che fai? Sei matto?! Non puoi mettere la tenda qui, in mezzo alla spiaggia!!” disse con aria da sapientona Lucilla.
“Ma vuoi sapere tu come si fa?! Dai, dai…si sa che qua sono IO l’esperto!!”, rispose Trombetta.
Finì per scoppiare una grande lite tra Lucilla e Pino! Violino tirò fuori il suo strumento musicale e si mise a suonare una musica soave…che poi si trasformò in una canzone rock and roll! Di conseguenza nonna Tuba si mise a cantare a squarciagola, fece venire un gran mal di testa a tutti i bagnanti. Intanto Trombone, per accompagnare Violino e Tuba, si mise a graffiare un metallo. Un rumore fastidiosissimo!!! I visitatori si stancarono e andarono a lamentarsi dal responsabile della spiaggia che cacciò immediatamente gli individui! Non avendo altra scelta, la famiglia prese le valigie, le riportò in macchina e si rimise in viaggio…

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