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LIBERAMENTE PIC
Da francesca • domenica, 16 Marzo 2014

Una grossa sagoma rossiccia si girò lentamente agitando la coda folta e tozza; si mise con fatica a gambe all’aria per farsi fare le coccole. Un caldo tepore giungeva dalla stufa accesa alla sua destra, sulla quale si era appoggiato e dove Lucilla aveva preparato un delizioso pranzetto a base di pesce:

“Che profumo delizioso … Avrei un piccolo languorino … Ma sono così stanco …” pensò Trombone, mentre i suoi occhi socchiusi e sonnacchiosi tentavano di restare aperti.

Sbadigliò a lungo e si rimise a dormire tranquillo.

Il suo lungo riposino a un certo punto venne interrotto.

La porta si aprì, e cantando a squarcia gola, entrò il professor Trombetta.

Trombone si avvicinò con movimenti lentissimi al padrone e iniziò a fargli le fusa. Trombetta però non se ne accorse e tutto ad un tratto inciampò su Trombone e rotolò per almeno dieci secondi.

Poi suonarono le quattro. Trombone, sempre con la sua calma, si avvicinò alla stufa e aspettò la merenda. Erano passati i dieci minuti e Lucilla non si era ricordata di lui, allora Trombone, con una calma inaudita, protestò tra sé e sé : “ Lucilla, l’inverno è alle porte! Se non mangio, e quindi non accumulo grasso, rischio di morire congelato! Ma ti rendi conto?”

Affamato, non riuscì a resistere alla tentazione. Cercà ripetutamente di salire sulla stufa, ma ogni volta cadeva a causa della sua pancia enorme. Poi finalmente ce la fece. Arrivò al pranzo a base di pesce, e leccandosi i baffi, disse: “Che bontà! Guarda qui quante trote, sardine e addirittura gamberetti !!”

Immerse la sua facciona nel piatto e iniziò a mangiare di tutto gusto.

Si era riempito come non mai!

Non riusciva più ad alzarsi, allora decise di rotolare. Rotolò dalla stufa fino al pavimento e per fortuna la pancia e il grasso ammorbidirono la caduta.

Camminò faticosamente verso il divano. Quando arrivò, le goccioline di sudore gli scendevano dalla fronte. Si era appena appisolato quando la nonna arrivò.

Trombone odiava la nonna perché era troppo arzilla per i suoi gusti.

Entrò e subito prese in braccio Trombone.

Poi decise di andare a fare una passeggiata nell’Arzino.

Cercò il collare nascosto dal grasso e dal pelo. Alla fine lo trovò e tentò di farlo uscire, ma niente da fare, non ne voleva sapere. La nonna però non si arrese, gli diede un calcio e Trombone schizzò fuori di casa.

Il povero animale pensò: “Ma non so se vi sembra possibile che un povero gatto non possa restare un momento in tranquillità! “

Quando arrivarono al fiume la nonna inciampò su un sasso e Trombone sfrecciò nell’ acqua gelida.

Allora la nonna, dopo essersi ripresa, si tuffò in acqua e lo vide terrorizzato aggrappato a un sasso. La donna lo prese in braccio, e mentre nuotava per tornare a riva, ogni tanto affondava a causa del peso di Trombone.

Poi tornarono a casa e il gatto, dopo essersi asciugato,dormì per almeno tre giorni di fila.

 

Pubblicato in Categorie: SCRITTORI IN ERBA3 Commenti

3 risposte a “IL GATTO PACIOCCONE DEL PROF TROMBETTA (cap 4)”

  1. snoopy05 ha detto:

    È del coniglio…(Giacomo ). 😀

  2. pink21 ha detto:

    Bello… ma è di Anna???

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