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LIBERAMENTE PIC
Da admin • domenica, 25 Aprile 2010

La notte era ormai calata e la luna regnava solitaria nel cielo cupo e lugubre della sera. Attorno a lui l’oscurità.
Soli pochi pioppi osavano innalzarsi prepotenti  verso  il vuoto.
Tombe, tombe, tombe e solo tombe, nulla, nient’altro!
Il silenzio possedeva la sua mente assillandola fino all’esasperazione; le sue ossute gambe cedevano passo dopo passo, accasciandosi al suolo melmoso e tenebroso come le interiora di un viscido pesce, oppure rivoltante, come un piccolo e lurido verme!
Ecco che Maximilian spaventato sollevò il capo, scosse i suoi morbidi e delicati capelli corvini, al terzo fastidioso e ossessivo chiurlare di un gufo si alzò avanzando lentamente, sorretto dalle poche forze a lui rimaste.
Si diresse a tentoni nella nebbia, verso un luogo a lui sconosciuto poi, stanco e sfinito cadde, inciampando in un sasso e svenne in un fosso.
Finalmente si risvegliò, era confuso e terrorizzato, si agitò bruscamente, così provò a sollevarsi, quando lo fece scrutò su una lapide il nome.
C’era scritto: MAXIMILIAN.

Si sentiva appesantito, il cuore non gli batteva, il sangue non gli scorreva…
… era morto!
Iniziò a pensare a come fare per tornare alla dimensione umana. Ad un certo punto vide una figura spettrale che si avvicinava nelle ombre della notte; man mano che procedeva nel buio si incominciavano a vedere alcuni tratti del viso: aveva la fronte rugosa, capelli grigi e un volto insanguinato.
Borbottava qualcosa di strano; intorno a lui un fumo color porpora. L’anziano parlò: “Se vorrai tornare nel tuo mondo dovrai andare a Petra, trovare l’anello del drago ed evocare lo spirito del drago racchiuso al suo interno”. Detto questo sparì in una nube di fumo.
Per fortuna Maximilian era già andato a Petra e sapeva dove sì trovava. Si affrettò verso l’uscita del cimitero quando sì imbattè in una figura orripilante con sei denti, alta all’incirca mezzo metro che gli disse: “Io sono il guardiano, se vuoi passare devi superare l’antica prova degli indovinelli; chi sbaglia diventerà schiavo dell’altro.”
Maximilian allora disse: “Trenta bianchi destrieri su rossi monti, mangiano tutto ma non hanno fame”… La creatura rispose “ Ssss, sì, i denti. Ora tocca a me: questa cosa tutto divora, sia la vita, la fauna, la flora; uccide i re e così le città, delle montagne pianure farà!”
“Il tempo”, rispose con voce sicura Maximilian . presto il giovane pensò ad un altro indovinello: “Si apre ma non ha cerniera, né maniglia né serratura. È un cerchio bianco”. “La porta” rispose con un ghigno il guardiano.
“Sbagliato”, rispose Maximilian; “Ora portami alla montagna di Petra”.
Il guardiano schioccò le dita e Maximilian si ritrovò ai piedi della montagna.
Costui non sapeva cosa fare ma non perse la speranza.entrò IN UNA LUGUBRE GROTTA DOMINATA DAL BUIO ETERNO E LA SUA UNICA ARMATURA ERA UNA CHIAVE INUTILE E ARRUGINITA. PROSEGUENDO IN AVANTI TROVò una porta in legno putrido, ricoperta di edera e licheni; cercò DI APRIRE MA SENZA ALCUN SUCESSO. TIRò fuori dalla tasca la chiave che possedeva inserendola nella serratura della porta…e come per magia questa si aprì. ENTRANDO, TROVò l’ANELLO DEL DRAGO, MENZIONATO DALL’ anziano; EVOCò il suo spirito e in un colpo tornò NEL VECCHIO CIMITERO RICOPERTO DA ODORI CADAVERICI.

Davanti a lui osservava le pendici del monte, era terrorizzato solo al pensiero di scalare quella vetta innevata. Decise di avviarsi verso una strada sterrata, quella che a lui sembrava meno difficoltosa e che lo avrebbe condotto senza ostacoli all’ingresso dell’imponente e maestosa grotta del drago.
Durante il suo difficile percorso, tra la bianca e candida neve, rifletteva su quello che gli sarebbe potuto accadere. Finalmente, giunto a destinazione, sperava non ci fossero più impedimenti, ma la realtà era un’altra !!! Davanti a lui comparve dal nulla l’oracolo della morte dell’aldilà che senza esitare impose al ragazzo un indovinello: doveva ricordarsi la data esatta del suo fidanzamento, altrimenti, gli avrebbe tolto la metà del cuore sincera e buona che gli avrebbe permesso di sconfiggere il drago. Maximilian si mise subito a ridere con tutto il fiato che v’era rimasto nei suoi polmoni, ma dopo solo pochi istanti si rattristò, non rammentava la data!!! Lo spirito allora gridò a gran voce:
“Se la data non puoi ricordare nelle pene dell’inferno dovrai cercare la bontà che ti tolgo per sconfiggere il male…”
Così la predizione si avverò, tolse la parte buona del cuore del ragazzo e lo lasciò entrare!!
Era diventato un essere arrogante e malvagio, ma non aveva perso la speranza, magicamente, quasi d’incanto davanti al drago riuscì a sconfiggere sia la sua disonestà, sia il demone animale!!
Felice delle sue buone azioni infilò al dito l’anello magico e dopo un lampo di luce e uno sparo si ritrovò presso l’ingresso del cimitero che gli aveva causato molti problemi.
Successivamente,quando ormai era già a casa, si ricordò la data del suo fidanzamento, ma ormai era tutto finito e naturalmente aveva riacquistato la metà buona del suo cuore…

Pubblicato in Categorie: SCRITTORI IN ERBA, Tag: continuità didattica • Tags: • • Lascia un commento

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