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Da francesca • sabato, 30 Marzo 2013

SEGUENDO LA TRACCIA  DEL RACCONTO PROPOSTO DALL’ANTOLOGIA, SCRIVI ANCHE TU UN RACCONTO GIALLO, IMITANDO L’INVESTIGATORE SHERLOCK HOLMES .

 

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Pubblicato in Materie: il giallo11 Commenti

11 risposte a “FURTI D’AUTORE “DEDUZIONI DA UN OROLOGIO” A.C.DOYLE”

  1. ercolino ha detto:

    Mi è piaciuto molto il testo ” deduzioni da una pistola” perchè è molto interessante e scritta con cura.

  2. fiore ha detto:

    DEDUZIONI DA UN CIONDOLO
    Era ieri mattina, quando in una scena del crimine trovai un medaglione. La perla incastonata era bianca splendente e la collanina era dorata. Quell’oggetto era meraviglioso, ma una parte del ciondolo era ammaccata come se fosse caduta; che cos’era accaduto a quell’oggetto? Era l’unica e insopportabile domanda che mi faceva esplodere la testa. Ritornai nel posto, dove trovai il pendaglio; nella casa la tenda si aprì lentamente era … il vento! Entrai nell’abitazione e prima che io aprissi la porta della cantina sull’uscio c’erano strani segni: si trattava di alcuni graffi: dopo capii cos’era successo: quando il ciondolo cadde, Beatrice lo cercò di afferrare, ma scivolo sugli scalini. Così l’investigatore per congratularsi con me mi fece tenere il ciondolo. Quell’oggetto si illuminava ogni sera a mezzanotte: qualcosa non andava … era stregato! Notte dopo notte continuava a splendere, così una sera decisi di chiuderlo in una cassaforte e seppellirlo. Da quel momento feci sogni tranquilli.

  3. eldiablo ha detto:

    Deduzioni da una collana

    Gli porsi l’oggetto. Era scientificamente impossibile che Holmes riuscisse a dedurne qualcosa. –ebbene, cosa dovrei farmene?- mi chiese. Questa collana era appartenuta a una mia prozia. Le ero molto affezionato e vorrei sapere cosa ne riesci a capire! – prima di tutto si nota che alcune pietre mancano, questo significa che tua zia non era una donna molto ordinata né responsabile; inoltre in certi punti la catenina in finto oro è scolorita, quindi il ciondolo non è stato sempre al collo della signora, provocandone il danneggiamento.- -ma cosa sta dicendo?? Mia zia non era poi cosi disordinata, si è sicuramente sbagliato!- un’espressione vacua e perplessa copriva il viso di Holmes. -infatti, la collana deve essere stata donata ad un’altra persona irresponsabile che non ha pensato ai sentimenti che si celavano in questo oggetto… non c’è altra spiegazione!- concluse con un evidente espressione spaventata.
    Quindi decisi di svelare la messinscena:-ho voluto metterti alla prova poiché proprio alcuni giorni fa, dopo un mio piccolo fallimento, mi dicesti che non ero una persona forte di carattere, che si lascia trasportare e che non era adatta a diventare un grande investigatore; decisi allora che se anche tu avresti fallito, la tua idea sarebbe cambiata!!- .-sono davvero desolato.-
    -caro Watson, sono davvero sorpreso, sul serio pensavi che avrei cambiato idea solo in questo modo???- vedo che hai ancora molto da scoprire su di me, ma non mi ricordo di aver mai detto che non sei la persona adatta a questo tipo di lavoro, avrai sicuramente capito male.- comunque Holmes, sono davvero impressionato dalle tue capacità. Te lo dico realmente!-

  4. cuorenero ha detto:

    DEDUZIONE DA UNA PENNA
    Gli porsi una semplice penna. Secondo me era una prova impossibile e volevo che risultasse come unna lezione per Holmes. Il mio compagno girava e rigirava l’oggetto tra le mani in cerca di un indizio. Non potevo trattenermi dal sorridere nel vedere l’espressione scoraggiata della sua faccia mentre mi restituiva la biro. Anche per lui sarebbe stato difficile risalire al suo proprietario.
    – Non offre nessun indizio – ammise – è impossibile ricavare notizie da quest0oggetto! –
    Con sguardo vacuo e inespressivo riprese a osservarla, in cerca di un minimo particolare.
    – Il tappo di questa penna è rosicchiato, ciò significa che il proprietario è un tipo piuttosto nervoso, impaziente-
    Poi, dopo un attimo di silenzio, riprese il discorso:
    – La penna certamente non può appartenerti, tu sei calmo e tranquillo-
    Se solo avesse saputo di chi fosse!
    Continuando nella sua indagine dedusse che la penna era di un tale pignolo, preciso, ma piuttosto irrequieto.
    Ad un tratto lo sentii borbottare:
    -Ma qui c’è un pezzettino di nastro adesivo, proprio come quello che ho io sulla mia biro, che è esattamente questa! Non è possibile, come ho potuto non riconoscere la mia penna! Bello scherzo Watson!-
    – Caro collega – replicai – sei il migliore, nonostante tu non abbia riconosciuto la tua penna. E’ chiaro come la luce del giorno, non dovevo dubitare delle tue grandi capacità!-
    Bella prova, amico!

  5. hawaii ha detto:

    DEDUZIONI DA UN ANELLO
    Era una mattina come tutte, suonarono alla porta, mi avviai, aprii: era il mio amico Watson. Iniziammo a parlare e lui si ricordò di una cosa:
    -Una volta lei aveva affermato che era impossibile che un oggetto quotidianamente usato potesse perdere la sua personalità e che nessuno potesse decifrarla. Ecco il motivo per cui mi trovo qua: tra le mie mani ho un anello, vorrebbe cortesemente esprimere il suo giudizio sul carattere e sulle abitudini del suo defunto proprietario?-…
    Gli diedi la fede ; si trattava di una prova impossibile eppure volevo che risultasse come una lezione per il mio amico. Holmes lo fissò attentamente, ne osservò la forma e ne esaminò il materiale, dapprima a occhio nudo, dopo estrasse da un piccolo bauletto una potentissima, enorme lente d’ingrandimento, ma cosa credeva di fare? Nella sua faccia si leggeva il dubbio più totale e, perplesso, mi rispose:
    – E’ stato ripulito di recente e molto accuratamente-.
    Holmes si guardò intorno con gli occhi persi e inespressivi. Suppose che questo misterioso anello appartiene a suo padre, che a suo volta probabilmente lo aveva ereditato da un suo parente.
    -Sono sicuro che lei lo ha dedotto dalle iniziali che si leggono nella parte superiore-.
    – Appartiene a una generazione passata, le iniziali sono vecchie quanto anello-.
    Tutto ciò che mi ha detto è molto giusto, ma sa dirmi solo questo?
    -Ho potuto individuare che suo padre era un tipo dalle abitudini trascurate e disordinate, ha buttato via molte occasioni speciali, vivendo poveramente, in quanto non è morto. Ecco ciò che secondo me potrebbe essere un indizio molto importante-
    Non credevo ai miei occhi, ma come aveva potuto ricostruire delle informazioni così private sulla vita di mio papà?
    -Se osserva con attenzione nella parte inferiore ci sono dei graffi, ciò dimostra che suo padre era un tipo disordinato. Naturalmente non ci vuole un genio per dedurre che un uomo che tratta un oggetto così deve essere un tipo trascurato. Da tempo gli strozzini hanno l’abitudine di segnare il punto della ricevuta con la punta di uno spillo, più comodo che appiccicarvi un’etichetta. Con la mia lente ho potuto osservare che sono stati incisi quattro numeri, dal che si deduce che suo fratello si è trovato spesso in cattive acque. Sbalordito gli feci le mie congratulazioni.

  6. francesca ha detto:

    Deduzioni da una sciarpa

    Era una mattina come tante quando il mio aiutante, Wattson, mi porse una morbida sciarpa violacea. Mi chiese:
    “Visto che Lei è riuscito a risolvere i casi e gli enigmi più complessi, saprebbe per caso ricostruire la storia di questo oggetto?”
    Lo presi delicatamente in mano e lo osservai a lungo. Guardai con cura tutti i minimi particolari; cercai di percepire odori, profumi e poi presi la grossa lente posta sulla mia scrivania di mogano. Per due lunghi giorni tenni con me quell’oggetto sconosciuto; poi, un caldo mattino di settembre, Wattson entrò pigramente nel mio ufficio. Dopo un ultimo controllo mi alzai dalla comoda poltrona in cui ero seduto, posai la mia pipa ed esclamai:
    “Mio carissimo Wattson, ti informo che so tutto su questo capo d’abbigliamento; lo ammetto, è stata un’impresa quasi impossibile, ma ce l’ho fatta!”
    Il mio assistente mi guardò perplesso, con uno sguardo marmoreo e con voce tremolante ripetè:
    “Ce… l’ha… fatta… capo?”.
    Io risposi:
    “Oh, suvvia socio, lo sai che odio quando mi chiami capo e comunque sì, ce l’ho fatta, ho finito, ho scoperto tutto!”
    Lo feci accomodare di fronte a me, gli porsi una tazza di tè bollente e incominciai a illustrargli ciò che avevo scoperto:
    “La sciarpa era di una giovane ed era stata cucita dalla sua anziana nonna molti anni fa. Inoltre la ragazza è stata fidanzata per circa due anni con un ragazzo che fumava.”
    Wattson mi guardò smarrito e bisbigliò:
    “Come ha fatto a scoprire tutto ciò? È un mago? Si è fatto raccontare la storia? Mi riveli com’è riuscito a scoprire tutta la vicenda!”
    Dopo aver ascoltato con curiosità le domande del mio compare, risposi con molta calma:
    “Oh no, nulla di tutto questo, nessun segreto. Come ho fatto a scoprire tutto? Beh, è elementare Wattson, la proprietaria era giovane poiché la sciarpa è usurata e con alcuni fili tirati; si può dedurre che l’oggetto non è antico poiché lo stile di questo capo d’abbigliamento andava di moda pochi anni fa.
    Dico che è stata cucita dalla nonna anziana in quanto certi punti o incroci le sono sfuggiti, probabilmente perché non vedeva bene o perché tremava. Inoltre l’adolescente è stata fidanzata con un fumatore visto che l’odore di fumo impregna ancora lievemente il tessuto.”
    Wattson si scusò per il disturbo e come un micetto spaventato uscì furtivamente dalla stanza.

  7. fsm ha detto:

    Deduzioni da una cassaforte
    Un giorno Watson consegnò a Scherlok Holmes una cassaforte e gli chiese di aprirla per scoprire che cosa ci fosse dentro, mettendolo così alla prova. Il grande detective accettò la sfida e cominciò ad indagare.
    L’investigatore scoprì che la cassaforte apparteneva ad un signore morto e il suo nome era Look Marlinf, aveva due figli di nome Pietro e Marco, la moglie si chiamava Marta. Il detective provò a digitare sulla cassaforte in ordine alfabetico le iniziali della famiglia ma senza successo. Allora provò con le lettere finali, ma ancora senza alcun risultato; a quel punto Holmes cominciò ad agitarsi.
    Poi il detective inaspettatamente scoprì che il figlio Marco era ancora vivo, allora andò da lui per informarsi sullle date di nascita della famiglia.
    Marco gli disse che il padre era nato il giorno tre, la madre, il ventiquattro, il fratello, l’otto e lui il giorno sette.
    Holmes digitò sulla cassaforte il numero tre, il ventiquattro, l’otto e il sette ma ancora senza successo. Improvvisamente, osservando la cassaforte, gli venne in mente di prendere una carta lucida, la pose sopra e vide alcune lettere e numeri sbiaditi, così digitò: “P3M24P8M7” e la cassaforte si aprì, la fece vedere a Wotzon e lui scoprì che era il nipote di Pietro.
    Infine, un po’ a malincuore si congratulò con Holmes: era proprio geniale.

  8. fenomeno ha detto:

    DEDUZIONI DA UNA PISTOLA

    Un giorno il mio inseparabile amico, aiutante Watson, mi diede una pistola molto antica, chiedendomi di trovare alcuni indizi e soprattutto a chi appartenesse quell’ arma.
    Incuriosito gli chiesi il perchè di tutto questo e lui mi rispose: “ Voglio solo capire se sei un buon detective.”
    Io pensai:
    “ In pochi secondi ti comunico tutto! “ Ma non fu così semplice.
    Così presi in mano quella pistola: aveva due canne sovrapposte, quasi completamente arrugginite e un’ impugnatura in legno di mogano, recante i segni dell’ età, ma a parte questa deduzione nessun indizio mi balzava all’ occhio. Watson sentendo già la vittoria in tasca si mise a ridere, però io, più determinato che mai, impugnai la mia lente e ispezionai ogni angolo, dall’ alto al basso, senza mai fermarmi; i frutti del duro lavoro, infatti si videro.
    La prima traccia erano le iniziali incise sul calcio della stessa: W.W. ( Wilson Watson ), il padre del mio collega. Watson stupito si congratulò e mi assicurò che non avrei trovato nessun altra prova, ma io, senza farmi distrarre, continuai instancabilmente.
    Subito dopo trovai un’ incisione praticata sulle due canne con sopra scritta data e luogo di fabbricazione. Da questi indizi dedussi che era un’ arma prodotta durante la seconda guerra mondiale e quindi, di conseguenza, capii il lavoro del signor Wilson: fu comandante dell’ esercito inglese. Inoltre, da un’ altra incisione posta sul lato interno dell’ impugnatura, notai tutto il suo enorme valore, certificato da una scritta in oro. Infine, osservando lo stato di usura del grilletto, supposi che l’ arma fosse stata usata molto, ma con poca cura, data la scarsa pulizia e i vari graffi, così terminai la mia indagine.
    Watson, rimasto a bocca aperta, si congratulò con me, dicendomi che ero un ottimo detective, perchè tutte le deduzioni tratte erano esatte, quindi insieme avremmo potuto indagare sui crimini più efferati per mettere dietro le sbarre i criminali.

  9. losangeles ha detto:

    DEDUZIONE DA UN CAPPELLO

    -Recentemente lei ha affermato che è quasi impossibile che un’essere umano utilizzi quotidianamente un oggetto senza lasciarvi impressa qualche traccia del suo carattere e della sua personalità. Poco tempo fa, una persona ormai defunta, mi ha donato un suo effetto personale: un cappello. Ecco, dunque, il suo compito: esprimere un giudizio sul carattere e le abitudini del suo vecchio proprietario.-
    Così dicendo gli porsi il cappello; questa volevo che risultasse come una lezione verso il mio compagno, per il tono alquanto categorico che egli amava assumere di tanto in tanto.
    Holmes esaminò il cappello tra le mani, ne osservò attentamente la forma e, quando me lo riconsegnò, con aria scoraggiata sulla sua faccia, non potei trattenermi dal sorridere.
    -Non reca praticamente nessun indizio!- disse e poi continuò – Tuttavia, per quanto incompleto, il mio esame non è stato del tutto infruttuoso, infatti, salvo rettifiche da parte sua, questo cappello doveva essere appartenuto a sua sorella maggiore, la quale lo aveva ereditato da vostra madre.-
    D’acordo, ma non ha altro da dirmi?- chiesi piuttosto sorpreso
    -Sua sorella era una donna con abitudini disordinate e trascurate. Ha rovinato gli anni che potevano essere i migliori della sua vita. Nei momenti peggiori si è data all’alcool e alla droga che alla fine l’ha portata al suicidio.- raccontò tranquillamente.
    – Questo è uno scherzo indegno di lei, Holmes. Lei si è informato sui trascorsi della mia disgraziata sorella; non pretenderà che io creda che lei abbia letto tutti questi particolari in un vecchio cappello, è proprio un’azione da un vero truffatore.-
    -Mio caro amico, le garantisco che non sapevo neppure che lei avesse una sorella sino al momento in cui lei mi ha dato da esaminare il cappello!- rispose l’investigatore
    -Ma allora mi sa dire come ha fatto a indovinare tutti quei fatti che, anche se sembra impossibile, sono realmente accaduti?- chiesi incredulo.
    -Sappia solo che io non tiro mai a indovinare: è un’abitudine odiosa e distruttrice delle facoltà logiche. Per esempio ho incominciato col dichiarare sua sorella era una persona trascurata. Se osserva la parte superiore del cappello è tutto sgualcito; naturalmente non ci vuole un genio per dedurre che una donna che tratta così un cappello di alta qualità italiana, è una signora molto trascurata.-
    Annuii, per dimostrargli che lo seguivo.
    -C’è un altro particolare che mi ha fatto intuire che lei avesse una sorella; in fondo al cappello si trovava un capello dello stesso suo colore, solo una decina di centimetri più lungo. Dov’è il mistero in quanto le ho esposto sinora, mi dica?-
    -E’ chiaro come la luce del giorno e sono profondamente addolorato per le mie parole ingiuste di poco fa. Avrei dovuto avere più fede nelle sue meravigliose facoltà.- conclusi, lo confesso, un po’ scosolato.
    Anche questa volta aveva vinto lui.

  10. ercolino ha detto:

    DEDUZIONI DA UN COLTELLO
    Watson porse il coltello che apparteneva a suo zio, al suo compagno Sherlock Holmes, esclamando: – Ricostruisci la storia di questo oggetto! – Sherlock accettò. Cominciò a rigirarsi tra le mani quella cosa, spiegando al suo collega: – Come puoi vedere nella parte finale della lama ci sono incise due lettere: JW, puoi dirmi come si chiamava il suo vecchi proprietario? – -Sì, John Watson – rispose. – Bene, questo indizio indica a chi apparteneva prima che tu lo ricevessi. – Continuò Holmes. Il famoso detective osservava attentamente quel misterioso oggetto e, togliendo l’ impugnatura, scoprì alcuni numeri, essi erano 05/06/1933, così Sherlock aggiunse: – Queste cifre, a quanto pare, indicano la data di fabbricazione, perciò quest’ oggetto ha molti anni, ma non sembra, inoltre sulla parte anteriore ci sono incisi ben sei numeri dagli strozzini ( uomini che prestavano il denaro a chiunque e lo rivolevano con interessi molto alti in futuro, per sicurezza di non essere truffati gli si portava un oggetto di corrispondente valore su cui venivano incise delle cifre per sapere a chi appartenevano e quando tutti i soldi prestati erano stati ritornati, si ridava al cliente il suo oggetto). Questo significa che tuo zio ha avuto diversi periodi di crisi nella sua vita, ma li ha tutti superati. La lama era graffiata in molti punti, era di un colore grigio chiaro , molto sottile e ben affilata, mentre l’ impugnatura era di plastica rigida e aveva la forma delle dita, era di un colore nero; il coltello non pesava molto e dava la sensazione di avere un certo valore. Infine Sherlock Holmes consegnò l’ oggetto a Watson che si congratulò dicendogli: – Bravo detective, non avrei mai creduto che saresti riuscito a ricostruire la storia di quest’ oggetto così precisamente. –

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