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LIBERAMENTE PIC
Da francesca • sabato, 13 Dicembre 2014

Trombetta era sdraiato in spiaggia sulla sedia a sdraio rosa fluo e si guardava preoccupato il suo allucione che pulsava terribilmente. Era immerso nei suoi pensieri più profondi, quando un’idea folgorante lo colpì: «Devo scrivere una lettera al Sindaco di BILIONE perché questa non è stata una vacanza ma un suicidio e il mio allucione lo conferma!! La mia valigetta col kit per scrivere una lettera!!!!!!! L’ho dimenticata a casa!». Così, assorto nei suoi pensieri, cercava un modo per aggirare il problema e giunse finalmente ad una conclusione: avrebbe usato una piuma di gabbiano, l’inchiostro di una seppia, della carta igienica ed un gabbiano vivo per trasportare la lettera.
Si addentrò nella pineta, ma non prima di aver preso alcune precauzioni: legò un capo di una fune alla sua cintura e l’altro al faro, qui con un coltellino tagliò dei rametti, tornò al faro di soppiatto, frugò nella borsa di Viola e rubò un elastico per i capelli. Assemblò i pezzi da lui raccolti con i rametti: aveva costruito l’intelaiatura dell’arma, l’elastico sarebbe stato il propulsore che avrebbe scagliato il dardo. La balestra era pronta. Si immerse cautamente in acqua, quest’ultima intorbidata dal moto ondoso riduceva la visibilità a poco più di un metro. Dopo pochi minuti Trombetta avvistò la sua prima preda, chiuse gli occhi e premette il grilletto, per sua fortuna lo centrò; uscì dall’acqua in tutta fretta mentre cercava un secchiello dove riporre il tutto. Il cefalopode lo impiastricciò di inchiostro, così il poveretto, per poterlo usare, dovette raschiarlo dalla sua faccia. Nel frattempo Tuba aveva perso il lume della ragione, visto che non aveva mangiato da due giorni, ed era salita sul faro cercando di agguantare i gabbiani. D’un tratto la donna spiccò un balzo ed afferrò un gabbiano in volo, per sua fortuna cadde in acqua.
Trombetta fece appena in tempo ad agguantare il volatile prima che la donna lo addentasse. La carta igienica fu facile da reperire, visto che era l’unica cosa che nel faro abbondava, così iniziò a scrivere:

Casa del sindaco
di Bilione
OGGETTO: Protesta
Egregio, carissimo, benevolentissimo, venerabile, spettabile, distinto, pregevole, esimio signor Sindaco di Bilione, io umile signor Trombetta le scrivo per esporle le mie lamentele.
Io e la mia famiglia (gatto compreso) abbiamo vinto un “lussuoso” soggiorno al faro della bella cittadina da lei amministrata. Noi, prima di tutto, abbiamo cercato un‘ adeguata sistemazione, ma non essendoci mobili nello stabile, abbiamo dormito stesi sul suolo.
Lo stato del faro è pessimo: all’esterno l’intonaco è scrostato, le vetrate sono in frantumi e lasciano entrare acqua ed aria, all’interno le infiltrazioni hanno creato muffe, tendine alle vetrate e cianfrusaglie proiettano strane ombre inquietanti; quindi le chiedo di rimuovere e allestire di mobili il Faro.
In seguito abbiamo cercato di accendere un fuoco, ma la fitta boscaglia e la pineta renderebbero (e hanno reso difficile) il compito anche a persone preparate e addestrate; Pino- tre anni di addestramento nelle “Piccole Marmotte”; Tuba- due anni capo reparto pulizie nei Marines e Lucilla- due giorni al centro “Smetti di urlare”.
Per questo le chiedo la pulizia e il disboscamento della pineta.
Per finire, volevamo mettere qualcosa sotto i denti, ma dei cacciatori esperti come noi non hanno trovato niente. Dalla battuta di caccia, la squadra di intrepidi comandata da me ha rimediato questo: io Trombetta sono stato assalito da un granchio che mi ha procurato una profonda lacerazione della pelle, Lucilla (la mia adorata moglie) è stata colpita da un’enorme granello di sabbia che le ha procurato una commozione cerebrale, alla fine abbiamo raccolto solo dei tuberi amari. Quindi le chiedo di ingaggiare una ditta specializzata per sterminare la popolazione di granchi, ridurre il diametro dei granelli di sabbia, piantare delle patate lungo la riva ed infine far proliferare una popolazione di molluschi.
Come ultima mia richiesta, le chiedo di allestire una gelateria nei pressi del faro, in modo tale che i visitatori possano gustare qualche squisitezza così, quando vogliamo qualcosa di fresco e sfizioso, sappiamo dove andare.
Arrivederci Signor Sindaco
33.07.1789
Pino Trombetta
per eventuali informazioni o reclami chiamare il seguente numero telefonico: 141119892521222620020704045104573178022015)

L’uomo soddisfatto arrotolò “la pergamena” ,la legò alla zampa del povero volatile spennacchiato, che precedentemente era stato legato allo sdraio, e lo liberò.
Si sdraiò sul bagnasciuga e restò ad ammirare il pennuto allontanarsi all’orizzonte.

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