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LIBERAMENTE PIC
Da admin • venerdì, 2 Aprile 2010

Sulle tracce di Kafka – 2

Improvvisamente mi svegliai. Una densa ed appiccicosa oscurità avvolgeva le mie membra rattrappite.
Avvertivo il mio respiro pesante e irregolare diffondersi nell’aria immota della stanza, se veramente mi trovavo in una stanza.
Impegnandomi il più possibile tentai di aprire gli occhi, ma le mie palpebre appesantite mi oscuravano la vista. Portai la mia mano all’altezza del viso e incontrai una superficie ruvida e irsuta. Questa sensazione mi fece sobbalzare; all’improvviso aprii gli occhi, che furono inondati da uno strano calore. Il terrore stava salendo e, con grande forza d’animo, feci scattare gli arti inferiori; questi incontrarono una superficie liscia che mi trasmise un tepore… un tepore che ben presto avrei imparato a definire letale.
Allargai le braccia che, dopo pochi centimetri, urtarono contro un’altra parete caldissima.
Capii ben presto che mi trovavo dentro un forno.
Sì, ero in un forno, ma… chi ero… io?
Questa domanda fece salire il mio panico.
Dovevo per forza possedere un nome ed una personalità.
Strusciai la mia mano sul corpo, insolitamente peloso.
Cosa mi era successo?
Perchè mi trovavo in quello spazio angusto che si stava riscaldando?
Una nuova sensazione mi pervase il corpo: stavo sudando e la tensione era alle stelle.
L’unica cosa che cercai di fare fu urlare, ma dalla mia bocca non uscì un suono, bensì un gemito animalesco. Con tutta la mia buona volontà mi alzai a fatica e mi sedetti su quello che certo non era un pavimento, con la schiena appoggiata alla parete ormai bollente.
Ero imprigionato in quella nicchia infernale che mi stava uccidendo e non avevo ancora trovato una risposta ai miei interrogativi: chi ero? Che cosa ci facevo là dentro?
Improvvisamente un pensiero mi rallegrò per un istante; tentai di aprire lo sportello incandescente, sperando con tutto il cuore di riuscirci: cercai una maniglia, ma la mia mano si abbassò nel vuoto
Disperatamente indietreggiai e mi sedetti stremato
Poi un ricordo, come un lampo, illuminò la mia mente buia.
Un nome: Rudge.
Sì, mi chiamavo Rudge ed ero svenuto durante una gita nel bosco. Ero scivolato ed avevo sbattuto violentemente la nuca, perdendo i sensi. Probabilmente il bagliore misterioso della luna mi aveva trasformato e un viandante di passaggio mi aveva creduto un coniglio morto.
Ed ora eccomi qua: un coniglio, pronto per essere cucinato… con tutto il suo pelo!
No, non potevo accettare una condizione del genere!
PIC

Pubblicato in Categorie: SCRITTORI IN ERBA, Tag: kafka e metamorfosi • Tags: , • • 7 Commenti

7 risposte a “Metamorfosi”

  1. hawaii ha detto:

    bellissimo il tuo testo

  2. talpetta ha detto:

    per prima cosaCOMPLIMENTI…OTTIMO IL TESTO.lessico molto curato.hai usato molte sinestesie ed aggettivi.bravissimo!!!però mi aspettavo qualcosaltro alla fine.il finale è molto scarso.potevi fare di più.dovevi finire in forza creando una sensazione di sospense.per il resto OTTIMO e BRAVISSIMO…

    (commento del 5 marzo 2010)

  3. falchetto ha detto:

    Questo racconto per me è molto bello,con un contenuto molto approffondito. Una tra le tante cose che mi piace di questa composizione che all’inizio non si capisce che è in un forno,quindi il lettore si pone delle domande e vuole finire di leggierlo per capire dovè e cos’è.

    (commento del 5 marzo 2010)

  4. grilletto ha detto:

    Per prima cosa, devo dire che la situazione in cui si trova l’animale, è proprio pietosa; nel lessico e nella sintassi devo dire che non manca nulla, il linguaggio è comprensivo e efficace come intrigante e misterioso. L’unica cosa che non ho capito è se il coniglio non poteva accettare il fatto di essere vivo in un forno, o il fatto di avere tutta la peluria sul suo corpo.

    (commento del 5 marzo 2010)

  5. topolino rosa ha detto:

    bellisiimo!!!!Mi sarei apettata la fine con un pollo ma il coniglio è ancora meglio…ben curato e strutturato;il lessico è molto ricercato e l’ambiente è originale…appetitoso!!!
    continua così…

    (commento del 6 marzo 2010)

  6. scoiattolino ha detto:

    bellissimo ben curato.ottimo il contenuto.il coniglio è un animale molto puro.continua così.il lessico è molto curato.il finale perchè è originale!!! complimenti

    (commento del 6 marzo 2010)

  7. pettirosso ha detto:

    testo fantastico!!!Il lessico si presenta curato e ricercato!!!
    Il forno è un ambiente davvero originale …ma preferisco come animale il pollo non il coniglio,ci sarebbe stato meglio!!!
    Comunque dovevi descrivere un po’ meglio le dscrizioni.
    Davvero mitico…

    (commento del 6 marzo 2010)

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