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LIBERAMENTE PIC
Da admin • domenica, 25 Aprile 2010

Piero tese le orecchie per  udire il gocciolio delle stille che accarezzavano dolcemente il terreno.
Camminava lentamente  e la sua faccia divenne pallida per l’odore nauseante di putrefazione. Ma dov’era?
Avanzava cautamente, calpestando la melma , ma improvvisamente scivolò e per evitare  una caduta appoggiò le sue mani su una parete rocciosa, tastandola, fino a quando trovò una sostanza viscida, appiccicosa, fredda e squamosa come la pelle di un pitone: cos’era?.
Toccava fremendo e si accorse di aver trovato un oggetto dalla forma tondeggiante, bagnato: capì che era un teschio.
Colmo di terrore lo spinse violentemente e la parete cominciò a stringersi, abbracciandolo aggressivamente.
Paura ecco cosa provava; il cuore gli pulsava brutalmente; il suo respiro era affannoso; i suoi capelli biondi erano orlati di sudore e di scatto si mise a correre verso il nulla:
D’un tratto scivolòe cadde in un abisso oscuro.
Dove si trovava?

…continuò a precipitare lungo un tunnel che sembrava non finire mai. A un tratto scorse un bagliore e, dopo pochi secondi si ritrovò sul fondo di un lago popolato da scheletri. Avevano dei cartellini che riportavano la loro identità.
Rimase per qualche secondo a leggere i nomi: persone morte in circostanze misteriose. Ricordava di averli sentiti da un annuncio al telegiornale.
Tentò di risalire, il fiato gli stava finendo. Sentì un vortice che lo avvolgeva: stava sprofondando.
Si accorse che gli scheletri si erano animati e, armati di motoseghe con la lama impregnata di sangue, lo avevano circondato.

Ormai sapeva che era giunta la sua fine, le gambe non lo reggevano più in piedi e cadde celermente sulle sue ginocchia. Come poteva fare per salvarsi?
I mostri avanzavano adagio; i loro indumenti erano strappati e unti, la pelle sfilacciata rivestiva a tratti le ossa nude, dalle bocche ne fuoriuscivano roptasus blu ovvero un incrocio fra scarafaggi e vermi che succhiando il sangue umano portavano la vittima alla morte.
Dalle fauci degli scheletri tutti quegli esseri ripugnanti sgorgavano gettandosi furiosamente sul terreno avvicinandosi a Piero con una velocità sovraumana.
Il ragazzo non ebbe neanche il tempo di pronunciare le sue ultime parole che gli insetti lo assalirono lasciandolo senza vita: lui diventò estremamente pallido e la sua pelle si corrose lentamente , il viso si scarnificò tal punto da vedersi i nervi pulsare e fermarsi di colpo dopo la sua morte.
Ma per lui anche se ne aveva già passate tante non era finita…la sua testa cadde tagliata dall’affilata motosega.

Pubblicato in Categorie: SCRITTORI IN ERBA, Tag: continuità didattica • Tags: • • Lascia un commento

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