Accedi
Posta Alunni
LIBERAMENTE PIC
Da admin • domenica, 25 Aprile 2010

La luna piena, avvolta dall’oscurità, illuminava il cimitero. Il chiurlare di un gufo ruppe il silenzio inquietante, mentre i rami degli alberi spogli si intrecciavano nel cielo nero di quella notte spettrale. Dalle tombe, ricoperte da muschio e ragnatele, filtrava una puzza di putrefazione talmente densa da sembrare che le anime dei cadaveri stessero rivivendo.
All’improvviso l’imponente cancello del cimitero si aprì lentamente emettendo uno stridulo cigolio. Da esso entrò di soppiatto una giovane ragazza mora con due celesti occhi di ghiaccio che esprimevano chiaramente la sua voglia di avventure pericolose. Il suo nome era Daiana. Girovagò un po’, qua e là, alla ricerca di qualche cadavere o di pipistrelli affamati, ma non trovò nulla di particolare ed eccitante. Stanca si sedette sopra una lapide in cui lesse le seguenti parole: Ally 1997-2010.
Daiana rammentò delle voci su questa Ally, chiamata: “Cappuccetto nero” per via della sua abitudine di indossare felpe nere col cappuccio; si diceva anche che la ragazza avesse ucciso innumerevoli innocenti quando era ancora in vita e che il suo cadavere, riemerso dall’oltretomba, vagasse per il cimitero in cerca di altre vittime per saziare la sua sete di sangue; per ciò, dopo alcuni anni dalla sua morte era stata rinominata: “Cappuccetto Assassino”. Riflettendo la giovane rabbrividì immprovvisamente…

Sentì il cancello chiudersi e si accorse di essere imprigionata nel cimitero. Una folata di vento spinse le nuvole coprendo la luna. Ad un certo punto il buio padroneggiò il cimitero. Dalle nuvole si scorse un violento lampo che furioso cadde sulla lapide di Ally e la squarciò. Daiana si alzò con un balzo repentino quando si sentì toccare le spalle da qualcosa di freddo. Spaventata, si girò di scatto e vide la lapide ferita. Si avvicinò e capì che era quella di Ally. Daiana si sentì il cuore in gola e riconobbe davanti a sé Cappuccetto Assassino. Aveva occhi rossi di sangue, pochi capelli neri, brandelli di pelle che le penzolavano dalla bocca e portava una felpa con il cappuccio nero. Daiana si sentì morire e tentò di sorreggersi aggrappandosi ad un albero sorto accanto alla tomba. Improvvisamente questo prese vita e i suoi rami la avvolsero quasi al punto di soffocarla. La ragazza iniziò ad implorare aiuto urlando con quanto fiato aveva in gola ma le sue urla si dovettero arrendere davanti agli occhi sanguigni di Ally.

il cadavere estrasse un coltello putrido di sangue dal grosso cappuccio nero che indossava; con una mossa fulminea scagliò il pugnale contro daiana. Sfilatone un altro dalla cintura, non esitò ad avventarsi contro la ragazza e la squarciò… ma cappuccetto assassino non si fermò a così poco: La tagliò a minuscoli pezzettini accompagnati dal ritmo di urla emesse dalla giovane che non mancò di tempo ad incrociare l’aldilà.

Pubblicato in Categorie: SCRITTORI IN ERBA, Tag: continuità didattica • Tags: • • Lascia un commento

Lascia un commento